ARTE ANTIQUARIATO DESIGN
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La mostra presenta per la prima volta in un contesto reale, alcuni elementi di un universo narrativo e sonoro che si stava sviluppando già nel 2023 prevalentemente nello spazio digitale.
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Intitolato WE HAVE ZERO VISIBILITY “slabs, tape, notebook”, il progetto ricostruisce le disastrose conseguenze di un incidente industriale avvenuto in un remoto altopiano, causando il graduale annientamento della sua popolazione e accompagnando questa lenta estinzione con riti musicali di gruppo.

L’evento espositivo presenta suoni, oggetti, foto, reperti, indizi ed una serie di testi che permettono di entrare in contatto con un mondo che così diventa solo in parte immaginario. I lavori di Andrea Cera, Belinda Guerriero, Fabio Guerra, Marie-Laure Cazin e Dimitrije Roggero, con le loro varie forme espressive, contribuiscono alla costruzione di questo universo sonoro e visivo attraverso linguaggi differenti ma interconnessi.
The exhibition presents, for the first time in a physical context, several elements of a narrative and sonic universe that had already begun developing in 2023, mainly within the digital space.

Entitled WE HAVE ZERO VISIBILITY – “slabs, tape, notebook”, the project reconstructs the disastrous consequences of an industrial accident that occurred on a remote plateau, leading to the gradual extinction of its population and accompanying this slow disappearance through collective musical rituals.
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The exhibition event features sounds, objects, photographs, artifacts, clues, and a series of texts that allow visitors to come into contact with a world that thus becomes only partly imaginary. The works of Andrea Cera, Belinda Guerriero, Fabio Guerra, Marie-Laure Cazin, and Dimitrije Roggero, through their diverse yet interconnected expressive forms, contribute to the construction of this sonic and visual universe through distinct but interrelated languages.

Foto

​Il catalogo della mostra 
The exhibition catalogue

Andrea Cera, 2025 : paesaggio sonoro semi- generativo
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Questo montaggio riproduce una serie di documenti sonori dell'altopiano di Ahvani, pervenutici su supporti sia fisici che digitali. In particolare è possibile ascoltare alcune registrazioni ambientali, caratterizzate dalla sottile presenza sonora di sciami di nano- agenti, un sottoprodotto dell'inquinamento generato dalla devastazione chimica nell'altopiano. Accanto alle presenze musicali degli sciami, questo montaggio presenta frammenti di musica Sgak, un genere musicale autoctono, eseguito di notte e all'aperto da gruppi di 4 musicisti per insiemi di 30/40 persone che mettevano in scena una sorta di coreografia circolare, danzata fino all'esaurimento delle forze, in un annebbiamento generale causato dall'assunzione del Sab, una bevanda locale distillata dalle erbe contaminate.

Fabio Guerra, 2025 : otto lastre in ceramica con decalcomanie e lustri metallici
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Nella narrazione di "We Have Zero Visibility" queste otto lastre occupano un posto importante, rappresentando un rarissimo documento fisico proveniente dall'altopiano di Ahvani, la cui documentazione è quasi completamente pervenuta in forma digitale. Varie interpretazioni di questo artefatto sono state proposte. Secondo una tesi le lastre sarebbero elementi decorativi domestici, sulla cui superficie si sarebbero impresse pigmentazioni di oggetti rimasti intrappolati sotto il crollo di un muro. Un'altra tesi propone una funzione rituale, ipotizzando che le lastre riportino una serie di frasi codificate in uno strano sistema di scrittura, influenzato dalla condizione di degenerazione neurologica delle popolazioni dell'altopiano.
Un'ultima tesi suggerisce infine che le lastre rappresentino un sistema di notazione musicale, usato dai membri dei gruppi di musica Sgak per memorizzare le complesse strutture dei brani di questo genere.

Belinda Guerriero, 2025 : Eve's Notebook - quaderno manoscritto
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Un altro rarissimo reperto fisico proveniente dall'altopiano al centro della narrazione di We Have Zero Visibility, un documento che desta non poche questioni riguardo origine e funzione. Il testo di questo diario è la lingua inglese (la lingua usata nell'altipiano di Ahvani per scopi commerciali e industriali). Il contenuto del diario sembra fare riferimento ad eventi verificatisi in epoche molto distanti tra di loro, come se la persona scrivente fosse stata implicata in fenomeni di dislocazione temporale. La calligrafia sembra rivelare una fluttuazione tra lucidità, e stati di dissociazione e confusione. Questi stati alterati sarebbero stati causati dall'avvelenamento da nano-agenti chimici rilasciati nell'ambiente dopo l'incidente industriale che causò la fine dell'altopiano. Varie coincidenze di contenuti e stilemi fanno pensare che questo diario abbia una affinità con un articolo apparso nel 2024 sulla rivista inglese Echtrai, in particolare la persona di Eve Nesti.

Marie-Laure Cazin, 2005/2025:
. Tout est fini pour moi sur terre, file digitale stampato su carta fotografica
. 
Au bord du lac?, file digitale stampato su carta fotografica


Queste due immagini sono renderings di sciami di pixel utilizzati in uno dei primi software dedicati a ricostruire fotogrammi mancanti in un flusso di immagini degradato. Il ruolo del software era di sostituire la parti di fotogramma perdute, cercando di dedurre la loro morfologia dalle parti ancora visibili dell'immagine.
Questi sciami appaiono in questa mostra come chiave che suggerisce il processo della narrazione di We Have Zero Visibility. Come le forme visibili in queste stampe rimandano a particolari degradati ed invisibili di un'immagine più grande e complessa, così gli artefatti di questa mostra sono frammenti isolati che rimandano ad un universo narrativo che sorpassa i loro confini.
Come il software cerca di interpretare il vuoto delle immagini, così il pubblico di We Have Zero Visibility è invitato a ricreare l'invisibile a cui questi artefatti e questi suoni rimandano.

Dimitrjie Roggero, 2024 : Waterless Carwash
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Nel 2024 questa foto è apparsa nella rivista fotografia su supporto in alluminio inglese Echtrai, ad illustrazione di una
intervista tra due persone che sembrano aver visitato quel che resta dell'altopiano di Ahvani dopo il disastro industriale raccontato nella narrazione di We Have Zero Visibility.
La foto rappresenterebbe una stazione di servizio collocata lungo una strada dell'altopiano, la AD 31, nei pressi del Lac du Point. In questa stazione fu ritrovato in un'epoca indefinita il corpo di E.Oristoy, che faceva parte del gruppo Sgak chiamato The Thrizters.
In entrata della mostra è esposta la lettera del padre di Oristoy, che Oristoy portava sempre con sé. Nella lettera il padre abbandonava ufficialmente Oristoy, che si trovò a vagare per l'altopiano in solitudine, fino a lasciarsi morire nella stazione di servizio.

ARTEMISIA
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DI BELINDA GUERRIERO 
VIA TRIESTE, 13  - 36016 THIENE (VI) ITALY​


​CELL  +39 349 7702041
[email protected]
ORARI PUNTO VENDITA
​
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​SI RICEVE SOLO SU APPUNTAMENTO
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